LibertàEguale

Digita parola chiave

Condividi

di Alessandro Maran

 

Visto che il presidente Trump non molla di un millimetro la sua campagna per il disimpegno militare degli Stati Uniti e, dopo aver annunciato il ritiro dalla Siria, ha deciso di ritirare un numero “importante” di truppe anche dall’Afghanistan, suggerisco di mettere sotto l’albero il nuovo libro di Robert Kagan, The Jungle Grows Back. America and Our Imperiled World.

 

L’ordine liberale non è un ‘fenomeno naturale’

Comincia così: The American-led liberal world order was never a natural phenomenon. It was not the culmination of evolutionary process across the millennia or the inevitable fulfillment of universal human desires. The past seven-plus decades of relatively free trade, growing respect for individual rights, and relatively peaceful cooperation among nations – the core elements of liberal order – have been a great historical aberration. Insomma, una deviazione, una anomalia storica.

Bob Kagan è uno storico e politologo americano, esperto di politica estera, membro del think tank The Brookings Institution e columnist del Washington Post ed il suo libro, che riprende e amplia i temi che aveva sviluppato nel suo bellissimo intervento del marzo scorso al Brussels Forum 2018 del German Marshall Fund (in un post ho pubblicato il video ed il testo del discorso che poi ho citato anche nella mia relazione all’assemblea di Libertà Eguale ad Orvieto), è un contributo importante al dibattito sul ruolo dell’America negli affari mondiali. Ho notato che anche Mario Draghi lo ha citato nel suo discorso a Pisa di qualche giorno fa.

 

Il caos mondiale

Negli ultimi anni ci sono stati sviluppi molto preoccupanti in tutto il mondo, dal declino delle democrazie alla crescente competizione geopolitica. Di fronte ad un tale caos, gli americani sembrano sempre più inclini a badare a se stessi o a ritirarsi. In questo saggio penetrante (e necessario), Robert Kagan chiarisce le ragioni per le quali il ritiro dell’America o l’unilateralismo egoista sarebbero la peggiore risposta possibile a quel che accade; una risposta basata su una interpretazione sbagliata (e pericolosa) del mondo.

 

La nostra epoca di pace, libertà e prosperità è un'”anomalia” nella storia

La libertà, la prosperità e la pace generale di cui ha goduto il mondo per decenni sono minacciate oggi dalle forze naturali ed eterne della natura umana e del sistema internazionale che, come una giungla, cerca costantemente di compromettere e sopraffare tutto quel che abbiamo realizzato. «Quelli che Abramo Lincoln ha chiamato the better angels of our nature – scrive Kagan – sono stati incoraggiati, e alcuni dei peggiori impulsi degli esseri umani sono stati repressi più efficacemente di prima. Ma questa è stata un’anomalia nella storia umana. L’ordine liberale mondiale è fragile e transitorio. Come un giardino, è sempre sotto assedio dalle forze naturali della storia, la giungla i cui rampicanti e le cui erbacce minacciano costantemente di sopraffare».

Ovviamente, la nostra epoca non si è fatta mancare orrori, genocidi e oppressioni. Ma dal punto di vista storico, anche in relazione al passato recente, è stata una sorta paradiso. Per mantenerlo (e migliorarlo), dobbiamo darci da fare. Quelli che dicono che bisogna accettare il mondo così com’è, non hanno idea di come quel mondo sia davvero; di quanto, cioè, possano essere pericolose le cose e quanto velocemente possano andare in frantumi. E sostanzialmente equivocano il ruolo essenziale che ha giocato per decenni l’America nell’impedire che il mondo ritorni al suo passato violento e sanguinoso. Un vero realismo, sostiene Kagan, significa comprendere che la regola, dal punto di vista storico, è sempre stata il caos e che la giungla rincrescerà sempre. Se glielo permettiamo, s’intende.

Presidente dell’Istituto per la cultura cinese. Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

Tags:

Lascia un commento

L'indirizzo mail non verrà reso pubblico. I campi richiesti sono segnati con *