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Dopo Putin, risorge l’Occidente. E la sinistra dovrà cambiare

Umberto Minopoli mercoledì 27 Aprile 2022
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di Umberto Minopoli

Cari compagni, è cambiato l’ordine del giorno.

Dopo l’Ucraina niente più sarà come prima. Forse Landini e altri come lui non se ne sono accorti, ma il mondo è cambiato: c’e’ una guerra in Europa. Nata da un’aggressione. Che ha un responsabile: il leader russo. Che ha una vittima che resiste e si difende. Alla quale noi siamo a fianco.

Dopo il massacro russo, che speriamo finisca presto, il mondo cambierà: grazie a Putin non ci sarà meno NATO, ma più NATO. Dovremo rafforzare le difese europee verso la Russia, aggressiva e guerrafondaia. Dovremo spendere di più per la Difesa. Con buona pace di Landini e dell’ANPI. E anche, se mi permettete, del Santo Padre.

I popoli dell’est che devono difendersi dalla Russia non possono perdersi in chiacchiere e chiederanno protezione non all’Europa ma alla NATO: vorranno l’America nel “teatro”.

Ecco il capolavoro del guerrafondaio russo: ha creato il bisogno di più NATO e più Usa. Smettiamo con le ipocrisie e capiamo le ragioni di quei popoli.

L’Europa unita e armata è il futuro prossimo, ma non illudiamoci che questo avvenga senza la NATO e gli Usa. Questa illusione, che piace a Putin, è la politica dei tanti Le Pen europei che stanno a destra, ma pure a sinistra. E, da noi, alligna nei Landini, Salvini, Conte, tra i giornalisti dei talk show e tra gli intellettuali odiatori dell’America.

La maggioranza degli europei, hanno dimostrato i francesi, pensa altro. Non è più tempo di anti americanismi velleitari e passatisti.

Putin ci ha portato in un altro mondo e alla minaccia della sopravvivenza. E, tra la vita e la morte, si parteggia. Per la vita. La Russia non farebbe nessuna pace senza il peso degli Stati Uniti a garantirla. E bisognerà concertare un nuovo mondo, in cui costringere la Cina a giocare da fattore di pace. Senza il peso degli Usa questo non sarebbe possibile.

Smettiamola con la retorica dell’Europa terzaforzista: è risorto l’Occidente. Lo ha imposto Putin (e anche le ambiguità della Cina che lo sostiene nella guerra di invasione). E’ il contrario della narrazione di estrema destra ed estrema sinistra cui piacerebbe (su questo seguono rigidamente i dogmi della propaganda russa) addossare alla Nato la colpa della guerra. Accusa immorale oltre che infondata.

Questa verità cambia i luoghi comuni delle vecchie destre nazionaliste e sovraniste e delle vecchie sinistre antiamericane. Lo ha capito, insieme a Draghi, Enrico Letta. Che ha anticipato un nuovo vocabolario della sinistra di governo. Che, dopo l’Ucraina, dovrà ripensare (e riabilitare) il significato di parole come riarmo, Europa della difesa, atlantismo, alleanze militari, occidente, rapporto con gli Stati Uniti.

Non si potrà più mascherare con uso peloso dell’europeismo, l’ostilità alle alleanze militari occidentali: le due cose marciano insieme. Oggi, nei cortei e nelle analisi di alcuni intellettuali di sinistra, questo cambiamento del mondo ancora non c’è.

Le minoranze del mondo di ieri, anti americano e filo russo, doppio pesista sulle Resistenze (da sostenere solo se contro gli Usa), pacifiste a senso unico e a giorni alterni, da domani, non dovrebbero più confondersi con gli antifascisti autentici.

Da domani chi fischia la Brigata Ebraica, la NATO, il Pd di Letta, chi inneggia alla sconfitta della resistenza Ucraina non dovrebbe trovar posto nelle stesse piazze, nello stesso corteo e marciare sotto lo stesso simbolo: il tricolore della Repubblica italiana nata dalla Resistenza. Dopo Putin sarà bene separare i destini.

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