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E se il Pd recuperasse i voti andati alla Lega?

Umberto Minopoli sabato 24 novembre 2018
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di Umberto Minopoli

 

Renzi nella sua intervista a Il Foglio suggerisce un tema interessante, di cui nel Pd nessuno parla.

 

Qualcuno voleva recuperare i voti “di sinistra” del M5s

Per mesi il Pd si è baloccato nella retorica del “recupero dei voti di sinistra andati ai 5 Stelle”. Una ovvietà che serviva però alla tesi (sciocca e scellerata) di un’alleanza con i grillini. Per fortuna abortita. E anche, ormai, inservibile: i 5 Stelle lavorano attivamente da soli perché chi li ha votati si ricreda e torni dov’era prima.

Renzi invece, introduce un tema che il Pd trascura, ipocritamente: i voti di Salvini e della Lega.

 

I voti di Salvini e della Lega

Perché il Pd trascura questo tema? Perché sono di “destra”? Fesseria: molti sono i voti che la sinistra ha perso al centro Nord. E non sono meno decisivi per il Pd di quelli che avrebbe perso nel Sud, verso i 5 Stelle. Anzi. Ebbene solo Renzi sta ponendo, nel Pd, questo tema: puntare a una campagna verso l’elettorato della Lega. Smettendo di guardarlo, sempre e solo, entusiasta o in crescita.

Salvini, per un patto di potere con i 5 Stelle, sta picconando il suo stesso programma, non ha realizzato alcun obiettivo e sta esponendo, sull’economia, al disastro i ceti sociali che lo hanno votato al Nord.

Perché nel Pd si parla solo dell’elettorato dei 5 Stelle da recuperare attivamente (magari copiando il populismo da sinistra?) e non si parla del tema, ben più importante, di un recupero di consensi tra gli elettori, i ceti sociali, i consensi al Nord? Li diamo ormai per persi tutti? Sono tutti ( gli elettori della Lega) biechi nazionalisti irrecuparabili?

 

Il governo del Nord e il Congresso del Pd

Sono quei voti, in fondo, con cui la sinistra ha governato al Nord, regioni, comuni grandi e piccoli, province in numero considerevole.

Ecco un bel punto di discussione congressuale nel Pd.

E tra Minniti, Zingaretti e gli altri (taluni bizzarri) candidati alla guida del Pd chi è l’unico che potrebbe avere qualche possibilità di “incuriosire” un elettore della Lega deluso e allarmato dell’azione di governo di Salvini, specie in economia? Indovinate.

Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare. Ha lavorato nel Gruppo Finmeccanica e in Ansaldo nucleare. Capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle Attività Produttive tra il 1996 e il 1999. Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dei Trasporti dal 1999 al 2001. Consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico per le politiche industriali tra il 2006 e il 2009.

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2 Commenti

  1. Giovanni sabato 24 novembre 2018

    Penso sia un’analisi giusta e ponderata.

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  2. Daniela Gazzarri domenica 25 novembre 2018

    Come fiorentina, iscritta e militante ho avuto ‘occasioni per udirei a cene o fest, compagni, per lo più anziani, affermare che il problema immigrazione e sicurezza non era stato gestito bene dal partito e che la Lega, invece…. Direi che il mio partito,si trova io una impasse generazionale 30/40enni ai 5*, i più vecchi alla Lega… naturalmente ho generalizzato. È però un fenomeno c parte mani

    Rispondi

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