LibertàEguale

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di Umberto Minopoli

 

D’Alema si gigioneggia nel corteo col suo sarcasmo rettiliano, Damiano provoca dicendo che la manifestazione sindacale dimostrerebbe che occorre “derenzizzare” (ha detto proprio cosi’ l’ossesso compulsivo), Zingaretti completa il trio dicendo che il corteo sindacale da’ ragione alla sua linea sul “congresso del Pd che deve voltare pagina”.

Quale pagina? In che senso? La pagina di Renzi ovviamente.

Forse questi tre hanno confuso le date: si manifestava ieri e contro il governo Conte, Salvini e Di Maio. Non due anni fa e contro il governo del Pd. Si manifestava ieri e con i tre sindacati uniti. E non due anni fa e in una manifestazione di Landini, Camusso e della sola Cgil contro il governo del Pd.

Si manifestava ieri contro il il reddito di cittadinanza, quota 100, la decrescita e per le opere (sfilavano perfino gli imprenditori del “si alle trivelle”, che difendono la ricerca di gas e petrolio in Emilia) e non due anni fa a sostegno del populismo di sinistra dei 5 Stelle.

La manifestazione sindacale di ieri riscatta “moralmente” tutte le manifestazioni sbagliate, isolate suicide della Cgil di duecanni fa che pompavano le opposizioni ai governi del Pd. E sostenevano la linea assistenziale e di decrescita dei 5 Stelle. L’hanno sospinta al governo. E in solo 8 mesi ci ha portato alla recessione e al disastro dell’occupazione che cala, degli investimenti cancellati e dell’austerita’ che si approssima.

Altro che gigionarsi alla manifestazione di ieri. Hanno preso fischi per fiaschi. Hanno sbagliato data della manifestazione. Dovrebbero, Zingaretti, D’Alema e la sinistra del Pd, con Landini e Camusso, chiedere scusa per l’abbaglio preso, per le illusioni covate e le sciocchezze dette sui 5 Stelle. Invece. Si utilizza persino la manifestazione che li smentisce sulla linea che hanno avuto e su cui hanno costruito il congresso (attaccare i governi del Pd, “derenzizzare” – che parola sovietica – il partito per allearsi con i 5 Stelle) per lanciare un messaggio di divisione, di vendetta, di restaurazione dell’antico.

Cadono le maschere, cade l’ipocrisia dell’unità: chi parla di “voltare pagina”, di derenzizzare il Pd, prepara nuove scissioni. L’unità di cui parla Zingaretti è quella dei “derenzizzati”. E cioè: riammettere in casa gli avversari di ieri (chi ha fatto persino una scissione per indebolire il Pd) e costringere a lasciare chi ha, invece, creduto nel progetto del Pd, del riformismo e della modernizzazione (oggi sovieticamente bollati come “renziani” da cui liberarsi).

La Repubblica (da sempre la madrina del vecchio Pd pre-renziano) li ha definiti (i cosiddetti renziani) un “virus” da cui liberarsi. Che laici! Che linguaggio liberale, civile e democratico! È Zingaretti, dunque, l’annuncio ufficiale che il Pd si approssima (con lui) a nuove divisioni.

Chi non lo desidera ha una carta soltanto: non dare la maggioranza a Zingaretti e fare vincere chi, come Giachetti e Ascani, rappresenta il vaccino contro il vero virus: lo scissionismo della eterna, rissosa, faziosa e antica sinistra, corrosa dall’ideologismo e dal massimalismo che le hanno impedito il governo sempre.

O meglio fino al 2013: fino a quando un ragazzo scapestrato, ambizioso, ma determinato e riformista, li ha, per la prima volta, portati al governo per 5 anni di fila. E facendo al governo bene. Molto bene. Quei due governi li rimpiangeremo per chissà quanto tempo. ‬

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3 Commenti

  1. Pompeo Pispico lunedì 11 Febbraio 2019

    Il PD l’ha distrutto Renzi!!!

    Rispondi
  2. Giovanni Gravina lunedì 11 Febbraio 2019

    L’unica colpa dei sindacati e quella di non essersi rivoltati quando Renzi ci vendeva ai poteri forti avendo in cambio il 40% alle europee, partito da.rottamatore è rimasto rottamato.

    Rispondi
  3. Anna Ferraro e Giorgio Lasagna martedì 12 Febbraio 2019

    Assolutamente e c0mpletamente d’accord0.stigmatizzare l’espressione di Damiano e’esemplificativa di una decisione di abbandono del PD ( con dolore) con la probabile andata di Zingaretti alla Segreteria. L’attuale situazione e’ da attribuire in gran parte al clima menzognero e rancoroso costruito all’interno del PD.

    Rispondi

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